Birra della casa in una terra di vigneti?
Perché no, ci chiedevamo già da tempo.
Una
piccola fabbrica di birra del resto avrebbe potuto costituire uno straordinario arricchimento per la cantina del Pfefferlechner.
C'era pur tutto quanto necessitava: sufficiente spazio, un
giardino ombreggiato, un
avventuroso parco giochi che rendeva meno oneroso ai padri assetati la sorveglianza dei bambini e una vecchia rimessa che attendeva di essere trasformata in una "piccola fabbrica di birra".
Sin dall'inizio fu chiara l'idea fondamentale: dare ai nostri ospiti la possibilità di vedere coi loro occhi come nascono le nostre birre. Nella maggior parte delle birrerie, infatti, il visitatore può al massimo vedere il bollitore.
Da noi è tutt'altra cosa: dall'orzo prima della macina al tank in cui vengono conservate, nella
birreria del Pfefferlechner si può vedere ogni cosa e l'estimatore della birra può godersi la sua "Pfeffer" o "Pfeffer Weise" appena spillata camminando tra bollitore, fermentatore e serbatoio. Il principio supremo è la qualità. E la qualità è garantita oltre che dalla severità della
legge sulla genuinità degli ingredienti, dall'esperienza del nostro maestro birraio che vigila sul processo di produzione con ogghi da Argo.
Naturalmente la
birra che produciamo in proprio la utilizziamo anche in
cucina, p.e. nella
zuppa alla birra Pfeffer, in un saporito
dressing alla birra per la nostra insalata o nei
"Rindswangelen" di manzo delicatamente stufati.
GIORNALE BIRRA